STUDIO CALORIMETRICO CNR PROMETE

Relazione Finale Elia Acqua Università e Promete UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II
DIPARTIMENTO SCIENZE CHIMICHE
Oggetto: Studio calorimetrico

Richiedente : Fondazione SAMIARC

Luogo del prelievo: campioni sigillati e con scheda tecnica della casa produttrice in parte imprintati in loco dall’operatore Sergio Mari e in parte esibiti dal committente (prep. del 4/11/14)
Descrizione dei campioni: bottiglie da 100mL in vetro Pyrex ,contenenti una soluzione idroalcolica al 20% in Etanolo denominati dal committente Talita Kum(Biofotoni) e Campioni imprintati con informazione biofotonica di Amoxillina + Acido Clavulanico,
Metodologia di preparazione: il committente ha fornito flaconi sigillati sia di acqua distillata che fisiologica, per preparazioni iniettabili, trattati con biofotoni. Inoltre ha inviato confezioni sigillate di alcool trattato con biofotoni. Per ciascuno di questi campioni sono stati forniti anche i relativi controlli (non trattati) sigillati e dello stesso lotto. In laboratorio sono state preparate le soluzioni idroalcoliche utilizzate per le misurazioni.

Tabella Riassuntiva Calorimetria

Tipologia Campione: Talita Kum

Data preparazione

N Campioni

H mescolamento medio: Controllo – campioni

Entità Scostamento

04/11/2014

5

372 J kg-1

Significativa

05/12/2014

10

-774 J kg-1

Molto Significativa

28/01/2015

5

~0 J kg-1

Nessuna diversità

31/3/2015

5

-190 J kg-1

Significativa

Tipologia Campione: Amoxicillina + Acido Clavulanico

Data preparazione

N Campioni

H mescolamento medio: Controllo – campioni

Entità Scostamento

05/12/2014

10

– 20 J kg-1

Poco significativa

28/01/2015

5

-100 J kg-1

Significativa

27/02/2015

5

~0 J kg-1

Nessuna diversità

Sono state effettuate misure di :

Descrizione della tecnica

Microcalorimetria Isoterma

Calorimetria a Miscelazione

In generale per “tecniche calorimetriche” si intendono una serie di tecniche volte a misurare le quantità di calore che si sviluppano in seguito ad un processo chimico.

In particolare, la microcalorimetria isoterma permette di registrare variazioni, anche molto piccole, di entalpia in gioco in vari tipi di processi, come ad esempio, la quantità di calore che viene assorbita (o ceduta) in seguito all’interazione tra due differenti tipologie di molecole.

Le variazioni di entalpia registrate sono molto importanti perchà© permettono di comprendere il tipo di interazione che si instaura tra molecole.

STRUMENTAZIONE CALORIMETRICA UTILIZZATA

Il calorimetro che è stato utilizzato è chiamato TAM (Thermal Activity Monitor) ed è prodotto dalla Thermometric. In questa tipologia di strumentazione viene sfruttato il principio del flusso di calore: nella cella in cui avviene la reazione, il calore (assorbito o ceduto) viene trasferito ad un “volano termico”, costituito da un blocco di alluminio, mantenuto a temperatura costante. Tra il “volano” e la cella ci sono delle termopile che hanno il compito di registrare e amplificare il segnale come una differenza di potenziale che si stabilisce ai capi delle termopile in seguito alla variazione di temperatura tra volano e cella. Ovviamente questo calore viene registrato da un computer collegato e provvisto di apposito software.

Il TAM, come accennato anche nell’introduzione, permette di registrare i gradienti di temperatura, che si determinano durante i processi, estremamente piccoli, cioè dell’ordine di 10-6 °C, e ciಠè possibile anche grazie alla grande stabilità termica dello strumento. Infatti il blocco di alluminio (volano) è immerso in un bagno d’acqua termostatato che assicura la stabilità di temperatura per tempi lunghi e con una precisione di ± 2×10-4 °C, inoltre il laboratorio in cui è posizionato il TAM è mantenuto a temperatura costante (25°C).

Un ultimo accorgimento (basato sul principio delle celle gemelle) permette di minimizzare gli effetti dovuti ad eventuali flussi di calore provocati da effetti esterni alla reazione. Il “cilindro di misura”, infatti, è corredato di una cella in cui avviene la reazione (cella di misura) e di una cella gemella (cella di riferimento). Quest’ultima segue gli eventi termici della cella di misura dovuti a tutte le cause esterne, fatta eccezione per la reazione, ed è collegata con le termopile in opposizione a quelle delle cella di misura. La f.e.m. differenziale che viene misurata è, quindi, in buona misura pulita da effetti esterni e sostanzialmente proporzionale all’evento termico da misurare. La risoluzione massima dello strumento è del decimo di microWatt.

Tabella 1-Amoxicillina+Acidoclavulanico in fisiologicaed EtOH 20% prep del 05/12/2014

Sistema

H / J kg-1/dal15 al 19 /01/15

N2

1126,8

Contr T33

1126,8

1A

1126,8

contr 12

1081,8

2A

1036,7

3A

1126,8

4A

991,62

5A

1104,3

6A

1104,3

7A

1081,8

8A

1081,8

9A

1036,7

10A

991,62

Tabella 2- Talita Kum in EtOH 20% prep del 05/12/2014

Sistema

H / J kg-1dal 15 al 19/01/15

2F

1757,9

2L

1938,2

1L

1893,1

1V

1126,8

CONTR X

1893,1

2S

1081,8

1T

1081,8

2T

721,18

3T

1126,8

4T

1081,8

5T

1036,7

6T

1282,0

7T

1240,6

8T

1240,6

9T

1219,9

10T

1199,3

Tabella 3- Amoxicillina+Acido Clavulanico in EtOH 20% prep del 28/01/2015

Sistema

H / J kg-1/ 29/01/2015

H / J kg-1/ 3/03/2015

RIF1

1816

1778

ADTM1

1654

1612

ADTM2

1303

868

ADTM3

1943

1943

ADTM4

2026

1984

ADTM5

2026

1984

Tabella 4- Talita Kum in EtOH 20% prep del 28/01/2015

Sistema

H / J kg-1/ 29/01/2015

H / J kg-1/ 4/03/2015

RIF1

1868

1860

TK1

1868

1860

TK2

1868

1860

TK3

1868

1860

TK4

1868

1860

TK5

1868

1860

Tabella 5- Amoxicillina+Acido clavulanico in EtOH 20% prep del 27/02/2015

Sistema

H / J kg-1/ 2/3/2015

RIF1

1860

ADTM1

1860

ADTM2

1860

ADTM3

1860

ADTM4

1860

ADTM5

1860

Tabella 6- Talita Kum in EtOH 20% prep del 31/03/2015

Sistema

H / J kg-1/ 01/04/2015

RIF1

2398

TK1

2191

TK2

2357

TK3

2109

TK4

2109

TK5

2274

Tabella 7- Talita Kum in EtOH 20% prep del 4/11/14

Sistema

H / J kg-1/ 23/03/2015

RIF1

1489

TK1

1861

TK2

1861

TK3

1861

TK4

1861

TK5

1861

Conclusioni

Il fatto che i dati chimico-fisici, H / J kg-1 , calore di diluizione, relativi ai campioni siano significativamente diversi da quelli relativi al controllo, che non esibisce variazioni temporali, ma che varia da preparazione a preparazione, segnala una diversità del sistema (soluzione idroalcolica al 20% in Etanolo) probabilmente indotta dai biofotoni emessi dall’operatore di discipline bionaturali (Sergio Mari). Si chiarisce in questa sede che i parametri da prendere in considerazione sono le differenze del calore di diluizione del controllo e quello del sistema sottoposto alla azione dei biofotoni.

Si potrebbe ipotizzare una variazione della struttura sovramolecolare del liquido acquoso, in quanto non sono stati effettuati interventi di tipo chimico. Inoltre il risultato sperimentale che le variazioni del H / J kg-1, calore di diluizione, rispetto al controllo varino con il crescere dell’età dei campioni, induce a pensare che i campioni analizzati siano da annoverare nella categoria dei sistemi aperti lontano dall’equilibrio. Questi sistemi sono capaci di autorganizzarsi a fronte di perturbazioni di tipo fisico anche di piccole entità energetiche e di creare ordine locale conducendo alla formazione di strutture dissipative nell’accezione della Termodinamica dei processi irreversibili dovuta al premio Nobel (1977) Ilya Prigogine. La vita stessa è il risultato di processi di autorganizzazione spontanei. E’ possibile notare che la presenza di misure non significative è di estrema importanza poichè assicura la certezza che il metodo sperimentale tiene conto anche del fatto che l’imprinting non sia stato applicato correttamente. Alleghiamo un diagramma Potenza/tempo relativo alla misura sperimentale riportata nella tab.1, che evidenzia la significatività delle variazioni sperimentali.

 

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Prof. Vittorio Elia Napoli, 23 Aprile 2015

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